COME FU SCOPERTA LA ” CRIMEA DELLE BECCACCE “
In memoria dei quindici anni dal primo viaggio
della VENATOUR in Crimea

A cura di Giovanni Giamporcaro

Era l’anno 1994.
Il muro di Berlino era da poco caduto. Vigeva la guerra fredda. La rigidità del sistema comunista era inamovibile. Quindi era da folli l’avventurarsi ad oltrepassare i confini dell’ex Unione Sovietica e percorrere le sue strade. Intanto il titolare della Agenzia Venatour il prof. Dario Pastore con l’animo da esploratore, pur con tutte le difficoltà, volle ugualmente scoprire le zone di caccia della Ucraina e della Crimea - dalle paludi ai boschi - fino ad allora sconosciuti al cittadino cacciatore occidentale.

A bordo della sua Jeep con acanto Mira, la sua collaboratrice bulgara, parlante anche la lingua russa, cominciò ad esplorare le zone di caccia della Ucraina e della Crimea e a comunicare con le genti del posto la cui mentalità non aiutava i contatti - profonda era la sfiducia che gelava le anime, residua dell’era staliniana. In sostanza, Dario Pastore la sua scoperta l’aveva fatta tempo prima di mettere piede nel territorio ucraino. A guardare sulla carta geografica le immense steppe tra il Nord russo e scandinavo e i territori caldi della Turchia e dell’Iran, dove le beccacce svernavano, lui aveva capito con l’intuito di cacciatore e con il suo fervido intelletto che le rotte migratorie della regina del bosco andavano ad intrecciarsi tutte in questa palma di terra boscosa, la prima dopo migliaia di chilometri di scialba pianura. I luoghi delle verdi colline delle Montagne Crimesi erano l’attrazione per la Regina. Verso quel paradiso volavano gli uccelli del bosco, a fine di forza. In quei luoghi obbligatoriamente dovevano fermarsi per riposare e nutrirsi, lontani dai geli, e dove certamente i loro antenati avevano sostato da millenni, prima di affrontare il grande spazio del Mar Nero.

Nell’amministrazione delle riserve forestali nessuno aveva sentito il nome della beccaccia, tanto che si era dovuto portare l’enciclopedia illustrata per far vederne la fotografia.
Una sera di luna piena, verso mezzanotte, mentre seguivano la strada di lungomare da Sudak ad Alushta, al posto più alto, videro nel raggio dei fari tanti uccelli poggiarsi attentamente ai bordi di strada… …erano beccacce. Senza spegnere il motore e le luci, si fermarono e nel giro di circa mezz’ora guardarono questo raro spettacolo, l’unico al mondo: le beccacce volavano leggere come spiriti e prendendo cura delle loro ali si poggiavano allo scoperto, simili a ballerine in un fantastico spettacolo della natura. Era il mese di ottobre. In quella sera il Professore ebbe la divina conferma della sua scoperta.

Cosi nacque la…..””Crimea delle beccacce “”. Esse provenivano dal Nord della Russia ed erano diretti verso luoghi più caldi quali la Georgia, la Bulgaria, l’Iran e la Turchia attraverso la Crimea ed il Mar Nero per poi ritornare in marzo da dove erano partite. Misteri della trasmigrazione… L’andare e ritornare ogni anno volando per migliaia di chilometri seguendo sempre le stesse rotte e sostando sempre negli stessi luoghi.

Per la VENATOUR le difficoltà non erano finite bensi appena iniziate. Ottenere l’autorizzazione a portare in Crimea cacciatori stranieri nei boschi col proprio fucile e le proprie munizioni risultava impossibile – nella legge mancava la prassi ufficiale. Figuratevi: arrivare armati nell’ex Unione Sovietica sembrava come varcare la sovranità dell’impero, nessuno l’aveva mai prima fatto con lo scopo amichevole – a divertirsi. Il problema andava aggravarsi negli uffici di polizia, onde viveva il sospetto per ogni cosa. Come avessero fatto solo loro lo sanno, alla fine…… riuscirono ad ottenere il rilascio regolare d’autorizzazioni per l’importo delle armi e – per di più - la deroga al calendario venatorio ucraino per i cacciatori stranieri di andare a caccia tutti i giorni.

Poi si trattennero mesi e mesi a visitare le Riserve di caccia e a lavorare alla preparazione del personale che doveva cambiare testa per capire come amano cacciare gli italiani e come devono essere trattati. Portare il cacciatore italiano abituato a vivere con le proprie comode abitudini in quelle costruzioni fatiscenti delle Riserve Forestali non era possibile. Esse erano prive di servizi igienici, d’acqua calda e spesso anche di luce. Allora il Professore stipulò un contratto con la Direzione della Forestale a rimodernare gli alloggi e a costruirne alcuni nuovi a proprie spese con crediti a tasso zero.

Si portò dall’Italia gli operai specializzati. Comprò da diverse ditte italiane il materiale per arredare gli interni e li trasportò con vari TIR. Cucine, servizi igienici, compreso il bidet – elemento sconosciuto nei paesi dell’Est, impianti di sollevamento delle acque, i generatori, atti a fornire luce ed acqua in tutte le ventiquattrore, infissi, pavimenti, letti, armadi, lenzuola e coperte, posateria e quant’altro occorre per arredare una casa. Fu un lavoro duro ed impegnativo, compiuto in un’estate. Ci riuscì. Dopo aver eseguito e fatto quanto detto, finalmente portò i primi clienti…

I primi carnieri fecero esplodere di contentezza dei clienti i quali vollero subito prenotarsi per l’anno seguente insieme agli amici. Si sparse la voce negli ambienti venatori. Dario Pastore aveva scoperto una miniera d’oro – si fa per dire. Organizzare il lavoro in Italia ed in Crimea contemporaneamente era impegnativo dato il numero degli iscritti, ( erano diverse centinaia ) quindi Pastore ritornando in Italia chiese la collaborazione ad altre agenzie del settore. Non l’avesse mai fatto. ! ! !

Per ringraziamento ebbe solo cattiverie, tradimenti e colpi bassi. Da non dimenticare che realizzare quanto detto il professore impegnò ingenti somme di denaro. Si appropriarono della sua scoperta, dei suoi sacrifici e con il consenso di un funzionario gli fu anche tolta la esclusiva. Fu un lavoro da Arpie.

Un grosso personaggio italiano che seguì, disturbato dagli avvenimenti, quelle vicende ebbe da scrivere, non a torto, che in quegli anni si era creata una Nuova Guerra di Crimea. Oggi il professore non è più in grado di seguire la sua creatura - la Venatour, in quanto non sta più bene fisicamente. Per non farla morire la ha affidata alla sua collaboratrice signora Mira che tanto si sacrificò insieme a lui sin dai tempi delle prime esplorazioni, sicuro come lo è sempre stato, che la gestirà con onestà, serietà e competenza.

Con il Decreto N. 1131 / 2005 dal 26 Luglio 2005 il Governo ucraino ha tolto i visti obbligatori per i cittadini dell'Unione Europea qualora si recano in Ucraina per un soggiorno fino a 90 giorni.
Rimane tuttavia l'obbligo di presentarsi in frontiera muniti di passaporto in corso di validità il cui termine supera di 6 mesi la data dell'uscita dal territorio ucraino.

Nel fare la prenotazione per la Crimea i gentili clienti possono scegliere tra sette riserve della Forestale di Crimea e sette territori di caccia delle Associazioni dei cacciatori civili e militari.
Con una parola : la VENATOUR mette a loro disposizione tutto il territorio della penisola con i suoi favolosi boschi, paludi e campi che abbondano di selvaggine: beccacce, starne, lepri, quaglie, anitre, oche ed altre.
Chiedeteci il posto che vi sta a cuore! Vi aspettiamo!

I gentili clienti sono invitati di inviarci le loro foto di caccia riprese durante i viaggi con noi, per essere pubblicate nel sito Internet della VENATOUR.

Per l'esportazione e la reintroduzione dei cani in/da paesi terzi (Ucraina e Crimea compresa) sono necessarie le seguenti carte:
a) Passaporto canino rilasciato dalla Sezione Diagnostica Provinciale tramite l'ASL sul quale documento devono essere annotati la titolazione degli anticorpi neutralizzanti della Rabbia e il Tatuaggio o Microchip. Fotocopia del passaporto da consegnare all'Ufficio veterinario all'aeroporto di Simferopoli.
b) Certificato sanitario conforme Decisione 2004/203/CE (validità 4 mesi dal rilascio).
 
 
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